Film bellissimo. Mi spaventava l'idea che il tema trattato potesse indugiaresu un'intenzione calligrafica e amareggiante, invece, il regista, bravissimo, l'ha trattata con profondità e "disinvoltura" rendendo il tema, terribile nella sua gravità, alla portata di tutti. Alla portata degli adulti che si sentono "al sicuro" e ai quali piacerebbe sentirsi rassicurati nel loro ruolo (sociale, genitoriale, ecc...) e ai quali invece è chiesto di riflettere; Alla portata dei ragazzi che si sentono soli, che hanno il mondo in mano e in diretta costante ma che si trovano impreparati ad affrontare la "semplicità" e la "naturalità" della fatica di vivere: fatica di imparare, fatica di ascoltare, fatica ad accettare il rifiuto; fatica a tematizzare il senso del 'sè', e le frustrazioni che da esso si generano. La vita è dura per tutti, ma proprio per tutti, e il finale "aperto" è una magnifica possibilità di trovarvi un pezzo della propria storia, un pezzo della propria vita. Bello, davvero.
Una cosa che proprio non mi piace e che trovo senza significato è l'espressione -riferita al titolo della rassegna- "...esperienze di cinema condiviso". Boh! mi sembra un artificio retorico un po' arzigolgolato...per dare spessore a una cosa che di spessore ne ha già di suo. Non vi pare?
x Anonimo che non trova il commento del 7 aprile: Il commento non c'è tra i commenti da moderare, ipotizzo sia andato perso. Ma non ci sono problemi, rimandalo pure. Se non riesci cliccando "Commenti" puoi anche mandarcelo via email che lo pubblicheremo
finalmente!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminada vedereeeeeeeee
RispondiEliminaFilm bellissimo. Mi spaventava l'idea che il tema trattato potesse indugiaresu un'intenzione calligrafica e amareggiante, invece, il regista, bravissimo, l'ha trattata con profondità e "disinvoltura" rendendo il tema, terribile nella sua gravità, alla portata di tutti. Alla portata degli adulti che si sentono "al sicuro" e ai quali piacerebbe sentirsi rassicurati nel loro ruolo (sociale, genitoriale, ecc...) e ai quali invece è chiesto di riflettere; Alla portata dei ragazzi che si sentono soli, che hanno il mondo in mano e in diretta costante ma che si trovano impreparati ad affrontare la "semplicità" e la "naturalità" della fatica di vivere: fatica di imparare, fatica di ascoltare, fatica ad accettare il rifiuto; fatica a tematizzare il senso del 'sè', e le frustrazioni che da esso si generano. La vita è dura per tutti, ma proprio per tutti, e il finale "aperto" è una magnifica possibilità di trovarvi un pezzo della propria storia, un pezzo della propria vita. Bello, davvero.
RispondiEliminaUna cosa che proprio non mi piace e che trovo senza significato è l'espressione -riferita al titolo della rassegna- "...esperienze di cinema condiviso". Boh! mi sembra un artificio retorico un po' arzigolgolato...per dare spessore a una cosa che di spessore ne ha già di suo. Non vi pare?
RispondiEliminanon trovo il mio commento di giovedi 7 aprile..come mai?
RispondiEliminax Anonimo che non trova il commento del 7 aprile: Il commento non c'è tra i commenti da moderare, ipotizzo sia andato perso. Ma non ci sono problemi, rimandalo pure. Se non riesci cliccando "Commenti" puoi anche mandarcelo via email che lo pubblicheremo
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