Ma ci credi?
IO, LORO E LARA
Italia, 2010 – 115 minuti
di Carlo Verdone
con Carlo Verdone, Laura Chiatti, Marco Giallini
Don Carlo, dopo un decennio da missionario in Africa, torna a Roma per un anno sabbatico in cui è chiamato a riflettere sulla sua fede e sull'impegno che ha siglato con Dio. Si trasferisce così a casa del padre, pensando di trovarvi la tranquillità adatta per riflettere su sé stesso. Niente di più sbagliato: don Carlo si ritrova con un padre da poco spotatosi con Olga, la sua badante moldava a cui i fratelli (un brocker cocainomane e una psicologa sull'orlo di una crisi di nervi) fanno una guerra spietata per questioni di denaro. Quando Olga muore improvvisamente, i tre fratelli si ritrovano ad accogliere tra le mura domestiche la figlia della donna, Lara, a cui il padre ha intestato la casa di famiglia. Don Carlo viene costretto dai fratelli ad inadagare sul passato della ragazza, in modo da dimostrare la sua malafede.
RASSEGNA STAMPA
Carlo Verdone, da più di trent’anni fa comicità e satira di precisione digitale, spesso illuminata dallo scoppio ritardato dell’amarezza. Stavolta, però, che la musica sia un po’ diversa dal solito, lo testimonia l’uso di una stupenda ballad di David Sylvian, molto simile al film che è una confessione sincera e divertente. Ci fa squassare dalle risate mentre inocula in noi il sospetto della verità: temiamo che altri, da Paesi lontani, arrivino per strapparci le nostre ricchezze, ma viviamo, presidiandole, in uno spaventoso deficit di calore, affetto e allegria. Mario Sesti – FilmTv
Basta con l'italiano medio fedifrago, in crisi di mezz'età, alle prese con ex-mogli, divorzi, figli difficili e donne carismatiche delle quali non regge il passo. Il protagonista del nuovo film scritto, diretto e interpretato da Carlo Verdone è un personaggio nuovo, poco 'battuto' dal cinema italiano ma spesso usato in maniera macchiettistica in passato dallo stesso Verdone in molti dei suoi sketch più celebri e divertenti. Don Carlo Mascolo, un prete contemporaneo e impegnato nelle missioni umanitarie, è uno che ha scelto di lasciarsi alle spalle la vita della grande metropoli, di dedicarsi alle popolazioni più povere e affamate del mondo ma che ad un certo punto, in preda ad una profonda crisi esistenziale, lascia la giungla vera per tornare in un'altra giungla, la psicotica società italiana rappresentata in scala dalla sua dissestata e caotica famiglia. Luciana Morelli – MoviePlayer.it
Nel 1985 La messa è finita, raccontava di Don Giulio, parroco che tornato a Roma dopo anni di assenza si trovava di fronte ad un mondo completamente cambiato, in cui non riusciva più ad identificarsi e trovarsi a proprio agio. Quel film raccontava con lo stile più propriamente morettiano, lo spaesamento di un uomo di fede di fronte ad un panorama umano abbrutito, reso isterico dalla perdita di valori etici. Carlo Verdone parte da un assunto molto simile nel suo ultimo Io, loro e Lara. Ovviamente il regista possiede tutt’altra impostazione rispetto a Moretti; l’idea di indagare con occhio comunque lucido il malcostume contemporaneo attraverso l’integrità morale di un uomo di fede serve però anche a Verdone per costruire un’opera molto più personale e sentita rispetto ai suoi lavori precedenti Adriano Ercolani – ComingSoon.it
INTERVISTA A CARLO VERDONE: Questa volta non ho voluto interpretare il solito cialtrone, il borghese, il traditore che mette le corna alla moglie. Avevo necessità di raccontare un uomo perbene, un sacerdote missionario, una persona retta che ha una crisi di fede. Credo che parlare di etica sia un’operazione d’avanguardia, in un mondo in cui si è perso ogni senso della morale e della civiltà
Non voglio morire di solo cinema sono in una fase in cui faccio i film che voglio fare e questa volta sentivo che c’era l’esigenza, anche da parte del pubblico, di vedere un film in cui vengono recuperati alcuni valori. Ho scelto di fare un sacerdote per sottolineare che oggi queste persone sono molto diverse da quelle di cui si parla spesso, sono moderni, molto volte operano in periferie difficili e vengono da esperienze missionarie. Non si tratta di predicatori o crociati dell’etica. C’è una parte buona della Chiesa che andava indagata. Sono per questo molto contento che nella proiezione privata fatta per la Cei, i vari prelati sono stati molto contenti e uno di loro mi ha detto: “caro Verdone, con questo film ci ha accarezzato
Avviso per gli abbonati spaventati da "Requiem for a dream": è arrivato il momento di riflettere ridendo. Vi aspettiamo numerosi per questo film che è divertente!
RispondiElimina