TUTTI A TAVOLA
MINE VAGANTI
Italia, 2010 - 110'
Regia:Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura: Ferzan Ozpetek, Ivan Cotroneo
Cast: Riccardo Scamarcio, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi
Tommaso ha tre segreti: è laureato in lettere e non in economia e commercio, vuole fare lo scrittore ed è omosessuale. Obbligato a tornare nella natia Puglia per firmare alcuni contratti dell'azienda che gestiscono il padre e il fratello, decide di svelare ai suoi familiari i tre segreti di cui loro sono all'oscuro. Accade però che, poco prima della sua rivelazione, suo fratello riveli inaspettatamente la sua omosessualità, provocando al padre un forte malore. Quando suo fratello abbandona la città, Tommaso è costretto a rimanere al fianco di suo padre, della sua famiglia e dei suoi segreti ancora rimasti tali.
RASSEGNA STAMPA
Già con Saturno contro, Ozpetek dimostrava la voglia di staccarsi dagli appartamenti descritti nei film precedenti e al contempo trovava finalmente la voglia di giocare anche con le immagini e non solo con la storia e i personaggi.
Mine vaganti conferma questa evoluzione nel cinema del regista di origini turche, che si fa apprezzare per la bella fotografia di Maurizio Calvesi e per una regia dinamica e visivamente interessante, che trova negli avvolgenti carrelli intorno ai tavoli una chiave stilistica valida e funzionale al racconto. Matteo Contin – PellicolaScaduta.it
Tanti personaggi, tante storie, tanti segreti, più o meno nascosti, tante recriminazioni, per un film corale, che si concede colpi di scena, ricordi passati, danze felliniane. Mine Vaganti fa tornare il regista turco ai tempi della ‘doppietta perfetta,’ Le Fate Ignoranti/La Finestra di Fronte, perdendosi spesso in dialoghi eccessivamente melodrammatici e spesso palesemente forzati, ma comunque capaci di convogliare le proprie emozioni attraverso un binario doppio, in cui dramma e commedia corrono paralleli, per poi incontrarsi definitivamente, poco prima dell’arrivo in stazione, attraverso un bellissimo e riuscito finale in cui vivi e morti incrociano le proprie strade, in un trionfo di normalità, fatto di pura e semplice felicità.
Dr.Apocalypse – Cineblog.it
Il tema dell'omosessualità, della sua accettazione in un luogo del sud come la Lecce che fa da sfondo alla storia, è centrale, ma non è l'unico che il regista mette in campo, focalizzando l'attenzione sulla necessità di manifestare la propria vera natura e di trovare il coraggio ed il momento giusto per lasciare le situazioni che ci rendono infelici. L'accettazione delle diversità comporta parallelamente la necessità di manifestare il proprio io interiore, di portare avanti il proprio modo di essere e vivere ed avere il coraggio di lasciare le situazioni che non ci soddisfano quando siamo ancora in tempo.
Antonio Cuomo – MoviePlayer.it
INTERVISTA A FERZAN OZPETEK
Questo film corrisponde a un momento felice della mia vita, in cui non sentivo nessun tipo di condizionamento, né avevo paura di ripetermi o rischiare. Per questo ho abbandonato Roma a favore di Lecce, una città meravigliosa che mi ricorda Istanbul, e per questo non mi sono preoccupato di continuare a inserire scene in cui i personaggi stanno seduti intorno a un tavolo. Mine vaganti è un film molto personale. L’ho dedicato a mio padre, che non c’è più, forse perché, arrivato a 51 anni, ho sentito l’esigenza di guardarmi indietro, di ripensare al rapporto con i miei genitori, a tutta la mia famiglia, che non è poi così distante da quella che racconto
Le mine vaganti sono tanti miei amici, tanti miei conoscenti e che sono ben felice che facciano parte della mia vita. Vi racconto un aneddoto. Nel palazzo in cui vivo qui a Roma c’è un mio amico, volevo che venisse con me a Berlino e lui si è sempre dimostrato felicissimo di questa mia proposta. Il giorno prima di partire alle sette di sera è passato da me con altri amici per manifestare la sua gioia nell’intraprendere questa avventura. Alle sette e mezza mi chiama e mi dice che ha la febbre e che non può più partire. A quel punto sono andato a casa sua, munito di termometro, gli ho provato la febbre e aveva 35.6. E lui con grande nonchalanche mi dice: ‘Mi si sarà abbassata’. Ecco queste sono persone che mi divertono, mi inteneriscono. E ne sono circondato: di amici che fanno gaffe in continuazione o che spostano l’attenzione del discorso da un argomento all’altro in continuazione… queste sono mine vaganti, ma sono persone autentiche. Io oramai ci sono abituato, sono vaccinatissimo con le mine vaganti perché ne sono circondato e allora volevo spostare questi soggetti all’interno di una famiglia. Dato che vi potete immaginare, anche se dovrete vedere il film, quali situazioni divertenti e paradossali possono portare, personaggi così, all’interno di una famiglia tradizionale come quella leccese dei Cantone protagonisti del mio film.
Nessun commento:
Posta un commento
Inserisci qui il tuo commento, lo pubblicheremo il prima possibile!